DE FALCO  
 la critica
 
Le opere naif di Aurelio De Falco accarezzano lo sguardo dell'osservatore che, ponendosi di fronte a queste, si lascia cullare dalle immagini semplici e candide, scelte dall'artista per dipingere il mondo. Attraverso delicate pennellate di colori caldi e freddi  lo spettatore viene introdotto nella rappresentazione della ciclicità della vita e si trova così a percorrere con passo leggero, assieme ai gioviali fratini, manti innevati, prati fioriti, campi di messi e coltri arlecchine di foglie dalle tinte autunnali, cui fanno  da sfondo piccoli borghi medievali, caratteristici del paesaggio umbro.
In quest' orizzonte di semplicità e di puerilità, in cui il mondo sembra essersi fermato, colui che guarda perde la cognizione del tempo e si sorprende a vivere nella metatemporalità dell'animo dell'artista, che nelle sue creazioni oggettiva il proprio percorso esistenziale ed artistico.
Un cammino di maturazione che per Aurelio De Falco sembra aver avuto inizio per mezzo di un originario approccio giocoso e ridente al suo piccolo mondo, ricco di spontaneità e di religiosità naturale , che il pittore comunica mediante la scelta di soggetti appartenenti ad ogni tempo e attraverso la selezione di scene di gustosa quotidianità. La via d'iniziazione alla vita e all'arte intrapresa dall'artista, lo ha progressivamente condotto dall'infanzia all'Infanzia, ossia dalla primigenia dimensione dell'assenza di una sistematica meditazione concettuale, che normi il punto di vista sulla realtà, alla ben più avanzata sfera della maturità, in cui il reale è indagato attraverso il filtro della coscienza.
A testimoniare tale passaggio nella vita artistica del De Falco, si fanno innanzi le sue ultime opere. In esse emerge con splendida disinvoltura il punto di vista dell'occhio del creatore, che non è più esterno, dunque trascendente le cose, bensì interno, quindi immanente alla realtà stessa, la quale è chiamata ora ad esprimere l'interiorità di colui che la contempla.
Gli angeli prendono il posto dei frati e le attività che si svolgono attorno al focolare domestico vanno a sostituire i lavori che si effettuavano all'aperto: Aurelio De Falco ha imparato a vedere con gli occhi del cuore.
Egli ha realizzato il passaggio dall'esterno all'interno, non dimenticando però il grande valore che il fuori ha avuto per poter pervenire al dentro, ecco perchè sullo sfondo delle sue recenti creazioni campeggia sempre una grande finestra sul mondo, su quel piccolo mondo che lo ha iniziato alla vita e all'arte.
Eugenia Serano
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L'arte naif ha una particolarità che la rende preziosa e insostituibile: parla direttamente al cuore della gente. Nata come arte figurativa povera, lontana dalle rigide accademie e dagli schemi prefissati, l'arte Naif è l'espressione più pura del genio "nativo" senza preclusioni o pregiudizi culturali.
Anche se, nell'apparente semplicità, ha una rara forza comunicativa. Aurelio De Falco, padrone di una tecnica perfetta, rende pienamente l'idea della natura intrinseca del genere Naif. I suoi colori squillanti, i paesaggi teneri, le linee pure e perfette trasmettono il giocoso senso della semplicità, di un mondo sognato e auspicato, dove tutto è ordinato e meraviglioso, in un regno di armonia.
Piccoli gioielli che fanno pensare con tenerezza, fanno desiderare nuovi spazi e antiche vite.

 

Elisa Bergamino